Monday, April 23, 2007

La nostra Napoli ideale: Progetti e Proposte.

Che ne dite di aprire un thread su idee e proposte per migliorare la città. Postate tutte le cose che vorreste veder realizzate nella capitale del Sud prendendo spunto da progetti già presentati o sbizzarritevi con idee vostre.
Alla fine le migliori le potremmo inviare al Comune... >

[Milano] : Aggiornamento Porta Vittoria

Status: in costruzione (BEIC ancora in attesa di finanziamento)

I dati del progetto:
Il progetto compreso tra i viali Umbria e Mugello prevede una volumetria complessiva di 55.866 mq, suddivisa in residenza (16.760 mq), terziario (13.580 mq), albergo (11.000 mq), cinema multisala (5.300 mq), attività commerciali di dettaglio con superficie di vendita minore di 400 mq (4.926 mq) e di media dimensione compresa tra 400 e 2.500 mq (4.300 mq): i parcheggi sono previsti su due e tre piani interrati.Con riferimento alle immagini pubblicate é possibile osservare le modalità con cui il macro isolato si suddivida in più elementi: l'albergo é il primo edificio in altezza che si affaccia su viale Umbria definendo l'allineamento sulla via Cena; segue un secondo blocco a destinazione mista (piano terra commerciale con multisala al primo piano ed un edificio in altezza con residenza e terziario); un terzo elemento é caratterizzato dalla piastra commerciale con un edificio lineare in altezza di terziario che affaccia verso la BEIC ed un altro edificio terziario più basso che chiude il fronte sul prolungamento della via Cervignano. I percorsi pedonali al piano terra ricercano la permeabilità tra questi tre elementi. Oltre la via Cervignano, gli edifici residenziali in fase di definizione.L'altezza dei volumi é compresa tra 2 e 9 piani fuori terra dovendo rispettare il vincolo aeroportuale in altezza.

Planimetrie




La BEIC




L'area nord




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Torre NET [aggiornamenti]

Aggiornamenti Torre NET [24.09.05]

Rendering
















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Sede Hermitage in Italia

candidate:


Verona, Castel San Pietro


Ferrara, nuovo centro studi
Mantova, ?
Torino, Stupinigi



sembrerebbe prospettarsi un ballottaggio tra Verona e Ferrara con Verona favorita..
la decisione dovrebbe arrivare entro Giugno..>

Universiadi Torino 2007

L'evento, mancano 50 giorni alla grande kermesse

Universiadi: è caccia a biglietti e posti-letto

La mascotte Dahu all'inaugurazione del patinoire di Atrium con le autorit?* cittadine



SILVIA GARBARINO
Una nuova immersione nella «passione» che anima Torino dai Giochi dello scorso febbraio. A 50 giorni dallÂ'inizio, lÂ'Universiade (17-27 gennaio) punta altissimo e cala iniziative ed eventi: il look of the city ad esempio, lÂ'allestimento che colorer?* lÂ'intera citt?* e le location montane sedi di gara. La scelta, scartato a priori il rosso cinabro delle Olimpiadi invernali, è ricaduta sul giallo acido e ricoprir?* shangai (elementi decorativi in acciaio con scritte luminose), stendardi, bandiere.

Riaperta anche la pista di pattinaggio su ghiaccio in piazza Solferino e uno dei padiglioni di Atrium - arricchito oltre che da gigantografie che raccontano la storia dellÂ'Universiade (nata a Torino per volere di Primo Nebiolo) da alcune postazioni internet e da un bar animato dalla musica dei dj di Piemonte Groove - che funger?* anche da punto vendita di biglietti.

I ticket sono la sorpresa più eclatante. Le scuole hanno gi?* acquistato 50 mila tagliandi da 3 euro e il SanPaolo (top sponsor), ne ha prenotati 1200. I biglietti per le gare in citt?* costeranno 10 euro, eccetto quelli del pattinaggio di figura e della finale di hockey ghiaccio il cui prezzo è di 25 euro, mentre sono gratuite le gare in montagna. Discorso a parte per la cerimonia dÂ'apertura (17 gennaio) che si terr?* al PalaIsozaki: la disponibilit?* è di 8 mila tagliandi, i costi vanno dai 50 agli 80 euro. Tutti i ticket si possono comprare sul sito www.listiticket.it (call center 199.109.783) oppure nei punti vendita Lottomatica. Esiste ancora il problema dei posti-letto per gli atleti. Gli iscritti alle gare sono 2500 provenienti da 42 Nazioni (ma potrebbero arrivare a 50) e il villaggio olimpico è pieno: lÂ'organizzazione ha deciso di lanciare una campagna per la ricerca di camere indirizzata alle famiglie di universitari. Chi ha un figlio iscritto alle facolt?* torinesi potrebbe ospitare un universitario straniero. Dal 9 dicembre la torcia disegnata da Giugiaro girer?* lÂ'Italia seguita da un camper universitario curato dalla Regione e da un camper Fiat che distribuir?* gadget. Entro una settimana sar?* svelato anche il cartellone di spettacoli collaterali curati da Paolo Verri.>

Berlino: inaugurato il Memoriale di Eisenman all’Olocausto

Berlino: inaugurato il Memoriale di Eisenman allÂ'Olocausto
Una labirintica foresta di colonne di cemento diventa apoteosi del forte senso di angoscia evocato dal ricordo del genocidio degli ebrei

11/05/2005 - È stato inaugurato ieri a Berlino il Memoriale allÂ'Olocausto progettato da Peter Eisenman, architetto di origine ebraica. Il progetto si presenta come un percorso labirintico lungo il quale una vasta griglia di colonne di cemento crea unÂ'atmosfera di astrazione che diventa metafora dellÂ'oscuro e complesso percorso interiore che lÂ'uomo vive al ricordo del genocidio degli ebrei ad opera del nazismo. Il monumento sorge emblematicamente presso la porta di Brandeburgo, vicino la sede amministrativa della macchina da guerra di Hitler ed in prossimità del suo famoso bunker.


Eisenman ha voluto rendere percettibile quel senso di estraniazione mosso dal ricordo di una inimmaginabile strage, attraverso un progetto che diventa apoteosi di una totale perdita di senso: un percorso labirintico ed irregolare di ciottoli guida i visitatori tra 2.711 pilastri di calcestruzzo disposti a scacchiera che sembrano affondare ambiguamente in un terreno che segue un movimento ondulatorio, senza lasciare alcuna speranza di risalita.

La vasta griglia del memoriale rappresenta lÂ'estensione delle vie adiacenti al sito, ma è anche evocazione inquietante della rigida disciplina inculcata dal regime del Führer. Le colonne evocano, invece, le lapidi funerarie degli ebrei che hanno perso la vita nel massacro.
LÂ'idea alla base del progetto sembrerebbe quella di dare forma ad un processo che consenta allÂ'uomo di accettare il male come un aspetto della vita normale. Ed è per questo che nel nuovo memoriale di Berlino la linea che separa vita e morte, colpevolezza ed innocenza si rivela quasi impercettibile.

Man mano che si procede lungo il percorso, il terreno sul quale sorgono le colonne acquista sempre maggiore pendenza: allÂ'inizio del percorso si riesce ad intravedere la città, mentre le fila dei pilastri fanno da cornice al Reichstag. Gradatamente la vista comincia a scomparire, e lo scricchiolio della ghiaia calpestata diventa sempre più rumoroso, finchè il movimento instabile delle colonne inclinate diventa minaccioso ed opprimente. LÂ'effetto di disorientamento è voluto: il visitatore si ritrova solo faccia a faccia col ricordo dellÂ'olocausto. Una volta fuori dal percorso, ritornato nella dimensione reale, tutte le sensazioni appena vissute acquistano maggiore chiarezza. In tal modo lÂ'architetto intende far rivivere momenti agghiaccianti senza alcun tipo di sentimentalismo: Â"Non voglio che i visitatori si commuovano per poi andar via con la coscienza pulitaÂ".

Venerdì 13 maggio a Palazzo Vecchio è in programma Â"Tracce di memoriaÂ", il primo incontro pubblico dopo lÂ'inaugurazione del progetto. Per lÂ'occasione Eisenman risponderà alla domande di giovanissimi critici italiani desiderosi di interrogarlo sui suoi ultimi lavori nellÂ'ambito di una sorta di Â"seduta psicanalitica pubblicaÂ".
mah a me non piace molto.... >

"GIOIA PER MASOCHISTI"

"LA FUTURA SEDE DELLA REGIONE LOMBARDIA SARA' UN GIOIELLO DI ARCHITETTURA AMBIENTALISTA. MA UN COMITATO DI FAMOSI VUOL FAR SALTARE TUTTO, COL PRETESTO DI CONSERVARE IL "BOSCO DI GIOIA". UNA STORIA SURREALE."

inizia così l'articolo di rodolfo casadei, giornalista del settimanale milanese tempi, pubblicato sull'ultimo numero, in edicola ieri, giovedì, col giornale.
è tuttavia possibile leggere direttamente la versione on-line del giornale all'indirizzo www.tempi.it. in alto a destra c'è la scritta "in edicola" e l'immagine rimpicciolita del giornale di questa settimana. clickandoci sopra si accede all'indice del giornale. tra gli articoli, molti dei quali parecchio interessanti (tra i quali meritano quelli sulla legge 40), c'è anche l'articolo "gioia per masochisti", di due pagine (20 e 21) che esprime pressapoco quello che anche noi sosteniamo riguardo il progetto della regione, attaccando i vari bisio, corsera e iene! riporta in maniera precisa gli stessi dati che abbiamo usato noi, aggiungendo anche informazioni riguardo il singolo progetto della regione (non la biblioteca degli alberi, per intenderci), che risulta all'avanguardia per l'attenzione dedicata all'ambiente e che porterà da solo altri 15000 m^2 di verde + 10000 m^2 di piazze e viali pedonali!

davvero da non pendere!!!>

Locri: la cittadella scolastica firmata da Botta

Locri: la cittadella scolastica firmata da Botta
Un progetto ipogeo ed una piazza circolare con copertura a cono

13/05/2005 – Un progetto architettonico ipogeo intorno ad una grande piazza circolare. Si tratta della nuova cittadella scolastica della Locride firmata da Mario Botta, vincitore del concorso di progettazione indetto dal Comune di Roma.

Obiettivo dellÂ'amministrazione comunale era promuovere un nuovo approccio al concetto di scuola, concependola non solo come patrimonio sociale, ma anche come oggetto di investimento della qualità architettonica. Di qui la scelta di un progettista di fama internazionale.

Il progetto di Botta si presenta come un intervento di rimodellazione plastica del terreno che si innalza a forma di cono configurando una sorta di cratere centrale.
Il complesso include tre scuole pensate come un sistema ipogeo, collocato a due metri di profondità, ed impostate intorno ad una grande piazza circolare dal diametro di 170 metri, il cui vuoto centrale termina con una copertura a cono. È lÂ'innalzamento del terreno a forma di cono a suggerire lÂ'immagine del cratere.

Attraverso lÂ'idea di una grande piazza unita ad un sistema di corti Botta ha voluto creare un unico giardino per un ampio numero di studenti, in modo da favorire al tempo stesso lo sviluppo sostenibile e la reciprocità degli scambi, condizione importante in un contesto pedagogico.

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Progetti in Italia

http://www.skyscrapercity.com/showth...25#post4135425

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Centro Direzionale di Napoli: foto del progetto

Ecco il mio primo post da DOTTORE!!!!!! Non potevo che iniziare con napoli che ha reso noto il progetto preliminare del completamento del C.D.
Ecco le prime immagini
Forse la speranza di vedere altri grattacieli non è morta....


Per il completamento del Centro direzionale, il Comune ha messo a punto una strategia, compendiata nella proposta per la realizzazione del comprensorio orientale del centro direzionale di Napoli -approvata con delibera di giunta comunale n. 54/1998- e poi ribadita nella variante generale al Prg, approvata con **** n. 323/11 giugno 2004.
Con questi provvedimenti sono state compiute due scelte essenziali:
- rinunciare a parte dei propri diritti edificatori, per far crescere lo spazio delle attrezzature pubbliche, con un duplice effetto positivo: la riduzione dellÂ'intensità edilizia, e lÂ'incremento della dotazione di servizi;
- investire il valore di parte delle residue aree edificabili per la quasi completa realizzazione delle opere di urbanizzazione, e per dare luogo ai requisiti di qualità che possono determinare una soddisfacente realizzazione dellÂ'insediamento.
LÂ'occasione per procedere allÂ'attuazione degli interventi è venuta con la delibera n. 434/1999 che individua le iniziative da realizzare con le procedure della finanza di progetto (project financing) e le relative modalità di attuazione.
Così, con una iniziativa unitaria è stato conseguito lÂ'obiettivo programmatico: finanziare la realizzazione delle urbanizzazioni con la cessione di una parte delle aree edificabili di proprietà comunale, che non rivestono funzione d'interesse pubblico.
LÂ'attuale fase della procedura –la dichiarazione di pubblico interesse con lÂ'approvazione del relativo progetto, a giugno 2004, e lÂ'adozione del piano urbanistico attuativo, ad aprile 2005- è preliminare allÂ'individuazione del concessionario dellÂ'intervento. AllÂ'approvazione del piano urbanistico attuativo dovrà seguire il confronto tra questa proposta e altre da selezionare con gara pubblica.
Queste le tappe del percorso amministrativo:
- Il Comune ha individuato alcune aree di particolare interesse per lÂ'amministrazione, su cui richiamare lÂ'attenzione degli operatori privati e, quindi, ricevere da questi proposte da realizzarsi con le modalità del project financing (del. cons. com. n. 434/1999);
- con delibera n. 1791/2004 -modificata dalla delibera n. 1115/1 aprile 2005- la giunta comunale ha dichiarato di pubblico interesse la proposta della società Agorà6 scarl, e, ai sensi di legge, ha proposto lÂ'adozione del Piano urbanistico attuativo, per la parte dellÂ'ambito 10 ove ricade lÂ'intervento in questione;
- nelle more della trasmissione al Consiglio comunale della proposta Agorà6 per la sua adozione, è stata approvata la legge regionale 16/2004, che assegna alla Giunta comunale la competenza esclusiva a provvedere a: adozione, deposito, pubblicazione, esame delle osservazioni e approvazione dei piani, (rinominati urbanistici attuativi), in quanto conformi alla disciplina urbanistica generale;
- infine, con delibera di giunta comunale n. 1617/18 aprile 2005, si è proceduto: alla revoca delle precedenti delibere, nelle parti in cui si propone al Consiglio lÂ'adozione del piano esecutivo, e all'adozione del Piano urbanistico attuativo relativo allÂ'ambito 10 della variante, come configurato nella proposta presentata dalla società Agorà6 scarl.

La proposta di Agorà6 ha come oggetto fondamentale la realizzazione della gran parte delle opere pubbliche previste a completamento del Centro direzionale. I costi della loro realizzazione, circa 84 milioni di euro, sono compensati solo in parte –per una quota di poco superiore al 30%- da rientri tariffari per le opere di cui il concessionario accetta di effettuare una gestione trentennale. Per il resto il concessionario chiede, quale contributo pubblico, la cessione di parte delle aree edificabili che lÂ'amministrazione possiede nello stesso centro direzionale, nei termini di seguito specificati.
Per quanto riguarda le opere pubbliche, sono previste due differenti modalità:
- quelle che il proponente realizza e cede al Comune una volta realizzate,
- quelle in gestione trentennale al proponente che, al termine, sono cedute al Comune.





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Il futuro sarà tutto curve


Così apparirà il quartiere Fiera a Milano: da sinistra, il grattacielo ritorto di Zaha Hadid, la torre inclinata di Daniel Libeskind, il sottile «wafer» di Arata Isozaki.



Le enormi scatole che svettano verticali verso l'alto hanno fatto il loro tempo, almeno in Occidente. Dove questo tipo di edifici viene totalmente ripensato. I più grandi progettisti li reinventano in modi inconsueti.



Daniel Libeskind è tutto sorrisi. «Beh» qualcuno direbbe «e quando non lo è stato?». Anche nei momenti più difficili degli ultimi due anni, quando il suo progetto per il nuovo World Trade Center è stato ridotto e alterato, e quando la lancia appuntita della sua Freedom Tower, il pezzo centrale del progetto, è stata rimodellata da altre mani, Libeskind ha continuato ad avere in pubblico un atteggiamento felice e sereno. È solo sfogliando il suo libro di memorie (Breaking Ground. Un'avventura tra architettura e vita, Sperling & Kupfer), in cui trasuda amarezza e dove sferra duri colpi contro tutti coloro che hanno cercato di escluderlo dal mondo dell'architettura, che si capisce bene quanto ridere sia a volte difficile.

Ma oggi, nel suo studio di Manhattan, Libeskind ha proprio motivo di sorridere. Un'intera parete è occupata dalle immagini di un progetto che sta andando decisamente come voleva lui, verso il futuro. Quelle immagini mostrano, da varie angolazioni, un grattacielo che Libeskind ha concepito per Milano. La sua è una delle tre torri che faranno parte di un complesso e che saranno costruite ciascuna da un architetto diverso, scelto naturalmente fra i più famosi al mondo, ciascuna ideata per annunciare che il grattacielo sta andando verso luoghi nei quali non era mai stato.

Sulla sinistra si vede il profilo slanciato e ritorto concepito da Zaha Hadid, l'architetto che vive a Londra e che l'anno scorso ha vinto il premio Pritzker, il più prestigioso riconoscimento per l'architettura. Sulla destra sorge la struttura scanalata in vetro e acciaio dell'architetto giapponese Arata Isozaki, sostenuta da stampelle diagonali che quasi sembrano troppo sottili per il peso che devono reggere. E, tra di essi, il contributo di Libeskind, un pezzo di suprema prestidigitazione architettonica, una torre ricurva, che fa qualcosa che dovrebbe essere impossibile a un edificio, e lo fa con estrema dolcezza: si inchina.

Spostando le lastre paraboliche della pavimentazione gradualmente in avanti, piano dopo piano, ma sempre mantenendole saldamente attaccate a un montante con l'anima di cemento, Libeskind ottiene qualcosa di apparentemente impossibile: una docile torre che si flette leggermente verso chi la guarda. «Offre un senso di protezione» dichiara l'architetto «come la Pietà»
«Le torri sono diventate banali perché hanno perso il senso dello stupore e della gioia» aggiunge Libeskind. E così nell'ultimo decennio architetti di estremo talento, non solo Libeskind, Hadid e Isozaki, ma anche Santiago Calatrava, Norman Foster, Frank Gehry, Rem Koolhaas, Renzo Piano e molti altri, ciascuno con il proprio stile, hanno voluto smontare la tradizionale scatola di vetro e acciaio, ricomponendola in forme inedite.

Piano e Foster si sono dedicati alla costruzione di strutture alte per la maggior parte della loro carriera, sebbene Piano confessi di avere «esitato un po' prima di cominciare a progettare grattacieli. Hanno sempre avuto un effetto simbolico con cui non volevo avere a che fare: potere, ricchezza, la gara a chi arriva più in alto». Fino a poco tempo fa quasi tutti gli altri hanno lavorato più vicino al livello del suolo. Il Guggenheim museum di Bilbao, ideato da Gehry, è adagiato come Venere. Lo stadio Olimpico di Atene, di Calatrava, è una voluttuosa arena bassa. Ma negli ultimi anni anche questi architetti si sono mossi in verticale rifacendosi agli ancheggiamenti tipici del mambo. Le squadrate scatole di vetro e acciaio del Modernismo stanno cedendo il posto a silhouette un tempo inconcepibili.

Nei mesi immediatamente successivi all'11 settembre, quando le rovine delle Torri gemelle ancora fumavano, c'era gente pronta a scrivere il necrologio dei grattacieli. Gli unici clienti ancora interessati a costruirli si trovavano in paesi che desideravano un simbolo del loro ingresso nel mercato globale, soprattutto nella zona dell'Asia Pacifico. L'onore di avere l'edificio più alto del mondo non fu più degli Stati Uniti a partire dal 1998, quando le Torri Petronas, nella capitale malese di Kuala Lumpur, con i loro 452 metri, superarono le Sears Towers di Chicago, alte 442 metri. E poi c'è l'infinitamente ambiziosa città di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, che sta vivendo un periodo di fiorente sviluppo architettonico: negli ultimi cinque anni, tre dei 25 grattacieli più alti del mondo sono stati costruiti proprio in questo paese, e ce ne sono già altri due in costruzione.
Oggi i grattacieli tornano di moda ma diversamente dal passato. Non stanno cambiando solo le forme o l'altezza di questi palazzi. Dopo l'11 settembre la sicurezza e la vigilanza sono diventate di estrema importanza nel lavoro degli architetti. Si sarebbero potute salvare più vite sulle Torri gemelle se i pannelli di gesso di cui erano fatte le pareti interne delle scale non fossero crollati, bloccando così alcune vie di fuga. Il Trade center dipendeva da un sistema strutturale molto complesso, costituito da colonne d'acciaio interne ed esterne. In molte nuove torri sono state preferite carote di conglomerato cementizio superrinforzate, che non solo resistono meglio ai venti ma racchiudono le scale di emergenza in strutture di cemento. «L'importanza della sicurezza strutturale è molto aumentata» sostiene Anthony Vidler, preside della facoltà di architettura alla Cooper Union di New York City. «Ora si costruiscono strutture molto complesse, in cui per un elemento che si guasta ne esiste un altro che continua a funzionare, e in caso di rottura di quest'ultimo, ne viene azionato un terzo. È come costruire un aereo con cinque o sei motori».

Sebbene i nuovi grattacieli americani non stiano andando verso le stesse altezze di quelli, altissimi, che si stanno costruendo in altri paesi, sugli orizzonti statunitensi cominciano a vedersi profili più complessi. Tra breve Calatrava edificherà una torre a New York, la cui struttura prevede una dozzina di condomini in moduli distinti da quattro piani, con l'effetto di avere una sorta di case a schiera unifamiliari nel cielo. L'effetto è quello di un'oscillazione dinamica di forme, con un'alternanza di vuoti e volumi, qualcosa di decisamente diverso dalla lastra inerte tipica del grattacielo. «La mia impostazione si fonda sulla concezione del grattacielo come elemento scultoreo» spiega Calatrava, che ama ricordare che lo scultore Constantin Brancusi, negli anni 40 del secolo scorso, osservando la skyline di New York, affermò che somigliava al suo studio, ossia a una collezione di sculture astratte.

L'aggettivo scultoreo sarebbe anche adatto per definire l'opera di Gehry. Se tutto andrà secondo i piani, quest'anno nella Lower Manhattan inizieranno gli scavi per la costruzione di quello che sarà il grattacielo più alto della lunga carriera dell'architetto: una torre per uso residenziale alta 245 metri (circa 75 piani). Anche se il progetto non è ancora stato ultimato, Gehry sta ideando qualche adattamento in verticale delle curve e degli arabeschi che finora hanno contraddistinto il suo stile.
Non molti anni fa, tali aspetti avrebbero fatto esitare gli ingegneri incaricati di garantire la resistenza degli edifici. Verso la fine degli anni 80 Gehry propose un progetto per un nuovo Madison Square Garden a Manhattan (che non fu mai realizzato) con una torre a forma di pesce sistemato in verticale. «Gli ingegneri dissero che era impossibile» ricorda. «Ma da allora è diventato più facile concepire forme con molte curvature e di maggiore complessità. Oggi è normale».

È normale perché gli architetti lavorano più a stretto contatto con gli ingegneri, collaborando con loro fin dalle primissime fasi del processo di progettazione. Le nuove torri, infatti, sono diventate non solo più alte, ma anche più originali, asimmetriche e oblique.
A prescindere dal suo aspetto, il grattacielo può essere una struttura problematica, isolata, distaccata dall'ambiente circostante e noiosa dentro. Da anni ormai Rem Koolhaas, profetico architetto olandese e teorico urbanista, conduce la sua implacabile battaglia contro il grattacielo. «La promessa che conteneva un tempo» ha scritto di recente «è stata smentita dalla ripetitiva banalità e dall'isolamento attentamente spaziato».

Chiunque abbia preso un ascensore in un ufficio o in un palazzo di appartamenti sa quanto ciò sia vero. Così, lo spazio interno delle torri più alte ultimamente è diventato oggetto di un ripensamento totale. La risposta più famosa di Koolhaas è stata la sua proposta per la torre Cctv, sede della televisione di governo cinese a Pechino. È un edificio ribaltato su se stesso allo scopo di fornire la quantità massima di spazio in cui la gente possa entrare in contatto.
L'anno scorso la United Architects, un consorzio fra vari studi di architettura, ha presentato un progetto non meno stupefacente per la sede della Banca centrale europea a Francoforte, ideando una sfera ondulata alta 154 metri. Pur non vincendo l'appalto, il progetto ha fornito chiare indicazioni sul modo in cui la progettazione si sta orientando. «I grattacieli si stanno integrando nel tessuto urbano» dice Greg Lynn della Form, uno dei membri della United Architects. «Gli architetti stanno pensando a come trasferire le caratteristiche della strada nell'edificio».
Prendiamo in esame la London Bridge Tower ideata da Renzo Piano, una piramide lunga e sottile alta 310 metri, in vetro sfaccettato inclinato, che verrà presto eretta a Londra. L'architetto è più propenso di Koolhaas ad apprezzare le virtù del grattacielo come modo per contrastare l'estensione in orizzontale degli spazi urbani. «È il destino delle città e va consolidato» afferma. «Non possono continuare a crescere verso l'esterno». Quando sarà terminata, nel 2009, la London Bridge Tower darà spazio a uffici, a un albergo, ad appartamenti, a negozi e a un'area pubblica. «Sarà come una piccola città verticale» afferma.
E una delle intenzioni degli architetti dei grattacieli è proprio incoraggiare le interazioni entro i confini di una torre. Uno dei grattacieli più «chiacchierati» è il 30 St. Mary Axe di Norman Foster, costruito a Londra e denominato, per la sua forma, «il cetriolino sottaceto»: una specie di siluro verticale completamente ricoperto di vetro con ampi condotti di luce interni sparsi per tutte le superfici circolari dei suoi pavimenti, in modo da permettere a ciascun piano di comunicare visivamente con gli altri.

«Una torre esprime una ricerca spirituale» afferma Libeskind. «Che sia una delle torri di San Gimignano o la Freedom Tower, si tratta sempre del desiderio poetico di raggiungere il cielo». E qualche volta anche di raggiungerlo con mezzi «tortuosi». Dodici anni fa al visionario architetto Peter Eisenman fu commissionato un progetto per un palazzo vetrina per la città di Berlino. Per trovare ispirazione Eisenman guardò nientemeno che al nastro di Moebius, la forma geometrica tridimensionale prodotta da un'unica superficie a spirale. Se fosse stata realizzata, la sua torre da 34 piani si sarebbe piegata, incurvata, attorcigliata su se stessa.
Il progetto incompiuto di Eisenman ha continuato a fare discutere nei circoli di architettura. L'anno scorso, a una mostra di progetti nuovi per grattacieli al Museo d'arte moderna di New York, è comparso un modello su larga scala nuovo di zecca. Quindici anni fa sembrava un sogno irrealizzabile, oggi ha l'aria di essere un progetto iniziale di qualcosa che continuerà. Ho visto il futuro, ed è a forma di arco.
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panorama.it


Turning Torso-Malmö-Svezia (190m)
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LA NUOVA PANCHINA DI MILANO

Dal sito del Comune di Milano

Quote:>
LA NUOVA PANCHINA DI MILANO




I milanesi potranno sedersi sulla "loro nuova panchina". Ideata dal designer Alberto Meda, verrà installata in alcuni quartieri cittadini, individuati insieme al Comune, e diventerà uno degli "standard qualitativi dell'arredo urbano della città".
Erano 6 i prototipi di panchine che hanno partecipato al progetto - concorso, promosso dall'Associazione Urban Land Institute Italia, "Sedetevi con ULI, una panchina per Milano". Il secondo classificato è Antonio Citterio - Nguyen e il terzo James Irvine. Michele De Lucchi, Piero Lissoni e Paolo Rizza sono gli altri designer che partecipavano al concorso.
Il voto pubblico indicava la panchina ideale dei cittadini milanesi, mentre una Giuria Tecnica, presieduta da Vico Magistretti, rifletteva un giudizio, per ogni panchina, con riferimento a specifiche caratteristiche tecniche. Hanno votato 56.367 cittadini di cui il 79,3% attraverso coupon, il 19,5% visitando il sito www.unapanchinapermilano.it, e lo 0,2% dei voti utilizzando gli sms.
"La grande partecipazione dei cittadini alla votazione della panchina testimonia quanto sia importante per la gente essere coinvolta attivamente alla vita cittadina" ha commentato il vice sindaco Riccardo De Corato.
Al fine di coinvolgere i cittadini nel migliorare e nel tutelare la propria città, infatti, il Comune, la Provincia di Milano e la Regione Lombardia, insieme a ADI (Associazione per il Disegno Industriale), Assolombarda, Camera di Commercio, Ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio, hanno sostenuto l'ennesima iniziativa che si aggiunge ai grandi progetti di riqualificazione urbana della città.
>Cosa ne pensate della nuova panchina?

Qui potete fare il confronto con le altre panchine in concorso http://unapanchinapermilano.casa.vir...3_Panchine.htm >

Un'idea sul futuro grattacielo regione Lombardia

C'è un grattacielo a Mosca che trovo vagamente simile a quello che dovrebbe essere realizzato a Milano




http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=213947


Non mi dispiace , ma tra i due progetti non c'è paragone.




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Fondazione Orestiadi

Merhaba Se quest'estate vi trovate in Sicilia:
Le campagne del trapanese, ancora oggi di rara bellezza, sono punteggiate da splendide masserie, da noi chiamati Â" BagliÂ".

Antiche architetture, forti testimonianze di un periodo, non lontano, durante il quale essi erano centri non solo produttivi, ma anche propagatori di una civiltà ad essi legati.

Nella prima edizione della guida della Sicilia curata dal Touring nel 1919 si legge come provenendo da Partitico subito dopo Alcamo si aprisse una Â"Â…. allegra, ricca, vasta ed assai pittoresca ondulazione di colline senza alberi a vigneti e campi di granoÂ….Â".
Visitate il sito per capire il perchè:
link>

Roma come Patpong?

E' stata avanzata la proposta di creare un quartiere a luci rosse nella Capitale, come ad Amburgo, Amsterdam o Patpong (Bangkok) per citare gli esempi più celebri. Veltroni ha detto che non se ne parla, che la prostituzione va combattuta (senz'altro avrà lui la ricetta magica per debellare un fenomeno che esiste da almeno 3000 anni)...voi cosa ne pensate?>

Padova - "Always UNDER CONSTRUCTION!"

Oggi pomeriggio mentre tornavo dal centro ho avuto il tempo di fare qualche foto con il cell dei grattacieli in costruzione e non. Le foto sono state scattate la maggior parte nella zona vicino alla fiera di Padova, dove stanno facendo un bordello di roba, buttando giù palazzi abbandonati e fabbriche per far posto a nuovissimi e bellissimi centri direzionali e commerciali, assieme anche a nuovi grattacieli.
Ho fatto anche un giretto al cantiere della torre NET e sono messi bene con i tempi.


Incominciamo da questa, è un particolare di un palazzo di vetro, che si trova vicino all'ex-cledca, che secondo me è molto carino......


Questa invece è una foto della torre Archimede, nuova sede dell'INAIL, molto criticata per la sua bruttezza.


Questa invece è una foto dove si intravede in fondo il centro bancario della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Dove adesso si trova la gru verde che vedete, sorgera un palazzo di 8 piani che assomiglia come stile a quei 2 palazzi che si trovano a Londra davanti al One Canada Square, molto fico!




Questo è invece il tribunale di Padova, completato nel 2000, che a mio parere fà molto tribunale all'americana!



In questa foto invece potete vedere il nuovo padiglione 8 della fiera. Una volta era un parcheggio (si fà per dire.....).



Signore e signori, ecco il cantiere del nuovo e bellissimi Grand Hotel Mantegna, che vedra la sua luce entro i primi mesi del 2006. 15 piani, l'ultimo panoramico con ristorante, diventerà uno degli edifici più belli di Padova. I lavori stanno procedendo bene, si può notare anche l'alta gru....



Una veduta delle 3 torri della Cittadella



Torri residenziali per la nuova caserma di Polizia



Il nuovo parco che sorgerà a fianco del centro direzionale la Cittadella



Una veduta delle mostruose torri !



L'ultimo palazzo che completerà il centro direzionale



Una veduta del parco. Potete notare che in fondo ci sono diversi edifici, partendo da destra si può vedere il grattacielo verde della stazione, poi la gru del cantiere dell'hotel Mantegna, il grattacielo di via Matteotti, ed infine gli edifici che ospiteranno le nuovi sedi dell'università degli studi di Padova.



Particolare della piramide della piazza , con gli ascensori che conducono ai parcheggi sotterranei



Veduta delle 3 torri



La torre 2 sede della VODAFONE.....



L'edificio in vetro che fà angolo con l'incrocio Stanga



TORRE NET





VI postero immagini migliori, ve lo prometto! >