I GIORNALI STRANIERI ENTUSIASTI DEI GIOCHI INVERNALI ''I giorni grigi sono finiti. Per Torino e' ora di provare ad indossare un fresco abito bianco, quello delle Olimpiadi invernali di Torino 2006''. Il giornalista americano Christopher Clarey conclude cosi', sull' Herlad Tribune dello scorso 26 marzo, la propria analisi sulle trasformazioni della citta' che fra meno di un anno ospitera' i ventesimi Giochi invernali. ''Dopo la morte di Giovanni Agnelli e le difficolta' della Fiat - si legge a pagina 20 del quotidiano statunitense - per Torino e' arrivato il momento di un altro cambiamento e le Olimpiadi rappresentano l' evento principale attraverso il quale si sta cercando di trasformare la sua economia e le sue prospettive''. Un' affermazione, questa, che viene accompagnata dal giudizio estremamente positivo del giornalista sull' organizzazione dell' appuntamento. ''C' e' stato qualche battibecco - ammette Clarey - e ci sono state anche preoccupazioni per il budget e per la pista del bob, ma in generale l' andamento dei lavori e' impressionante. Il Cio e' stato rassicurato su tutto''. L' articolo dell' Herald Tribune si lascia andare anche in una descrizione entusiastica della prossima citta' olimpica, come sta facendo anche il resto della stampa internazionale. Ne e' un esempio il commento apparso il 20 marzo scorso sul Chicago Tribune: ''Non si puo' non essere favorevolmente impressionati da questa citta''', scrive il giornalista americano Phyllis Macchioni. ''E' bella - aggiunge - ed ha un forte senso dello stile. Gli edifici barocchi ospitano musei di classe mondiale e caffe' di inizio secolo che non hanno nulla da invidiare a quelli viennesi''. E il quotidiano francese L' Equipe si spinge addirittura a definire i Giochi ''un po' nostri'', sottolineando cosi' un' attesa verso Torino 2006 sempre maggiore anche all' estero.> |
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